Sostenere il processo di cambiamento delle abitudini ~ Be-Well|Ben-Essere
1626
post-template-default,single,single-post,postid-1626,single-format-standard,tribe-no-js,ajax_updown_fade,page_not_loaded,,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-16.8,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.5.2,vc_responsive
 

Sostenere il processo di cambiamento delle abitudini

Fare educazione alimentare implica trasmettere al paziente le informazioni più utili per migliorare il suo benessere nutrizionale.

Nell’esperienza con i pazienti, fatta di aspettative di cambiamento tradite da drop out improvvisi e da disponibilità al cambiamento confuse da risultati spesso incoerenti, la difficoltà più grande per il professionista è quella di trasformare quel risultato desiderato in un concreto miglioramento delle abitudini alimentari.

E laddove si realizza che il saper cosa mangiare spesso non è sufficiente per favorire il miglioramento di abitudini, in una professione ad alto turnover di pazienti diventa strategico per lo specialista integrare nella propria pratica le abilità per lavorare sul processo di cambiamento delle abitudini. Non si tratta solo di stabilire quale piano alimentare fornire, quando dare l’appuntamento o cosa spiegare durante l’incontro.

Si tratta piuttosto di scoprire quali sono i fattori coinvolti nella resistenza al cambiamento e relativi:

  • al livello di consapevolezza del paziente rispetto ai risultati ottenuti fino ad oggi. Cosa ha contribuito o sta contribuendo nello specifico a influenzare un certo comportamento alimentare / il  suo peso corporeo?  Molti pazienti evolvono le proprie abitudini senza piena consapevolezza di quanto sta accadendo e di come sta reagendo il proprio organismo, distratti da altri pensieri e impegni che sviano l’attenzione dalla cura di sè. Aiutare il paziente ad acquisire consapevolezza del modo in cui si è evoluto il suo comportamento alimentare in relazione a ritmi di vita che cambiano, lo stimola a riconoscere la sua responsabilità e ad affrontare con più serenità i passi necessari per intraprendere scelte alimentari più funzionali.

 

  • al livello di consapevolezza del paziente di che cosa davvero si aspetta dal percorso di educazione alimentare. Alla luce di tutto ciò di cui è oggi più consapevole, che cosa si aspetta di ottenere dal percorso? La maggior parte dei pazienti che si rivolge allo specialista della nutrizione è alla ricerca di una soluzione ad un problema. L’aspettativa che si nasconde dietro la richiesta di una dieta è quella di poter migliorare una condizione che solo in parte è influenzata dalla dieta e dal peso corporeo e più in generale risente dell’interazione tra tanti fattori diversi della vita personale e professionale del paziente. Ancora una volta, riconoscere quale sia la meta del cambiamento desiderato e il ruolo che può avere uno stile alimentare più equilibrato, ricontestualizza le aspettative del paziente verso la dieta e verso il professionista, dandogli l’opportunità di focalizzarsi anche sugli altri cambiamenti necessari per sostenere l’impegno e la costanza per concretizzare i risultati desiderati.

 

  • ai limiti spesso inesplorati, fatti di convinzioni e schemi di pensiero che minano la costanza, l’impegno e l’autoefficacia del paziente. Da 1 a 10, quanto crede alla possibilità di raggiungere i risultati che desidera? Cosa le impedisce di crederci fino in fondo? Convinzioni limitanti riguardo al proprio metabolismo, alla possibilità di ottenere certi risultati e alla competenza dello specialista, insieme alle abitudini relative al modo in cui la persona mangia (concentrata/distratta, in piedi/seduta sul divano/seduta in tavola, con calma/in fretta, …) possono talvolta rivelarsi disfunzionali e rendere più complicato per la persona fare i passi verso il cambiamento desiderato. Indagarle durante il colloquio rivela al professionista quali sono gli strumenti da integrare per sostenere la persona nel suo percorso e garantire maggiori possibilità di giungere al traguardo desiderato.

 

  • all’effettiva leva motivazionale che spinge la persona a impegnarsi nel cambiamento. Perchè ci tiene davvero a raggiungere quel risultato?  Cosa cambierà nella sua vita personale e professionale, una volta raggiunto? Diversi possono essere i motivi che spingono le persone a cambiare. Ciò che conta è individuare quelle veramente importanti per il paziente, perchè saranno quelle su cui far leva per sostenerlo durante il percorso.