Quanto valore stai dando al tempo che dedichi al tuo lavoro? ~ Be-Well|Ben-Essere
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Quanto valore stai dando al tempo che dedichi al tuo lavoro?

Se fossimo più consapevoli del tempo dedicato alla gestione e allo sviluppo dell’attività dello specialista della nutrizione, probabilmente saremo più attenti a valorizzarne la qualità grazie a un cambio di visione.

Si sa che in libera professione è molto delicato gestire con equilibrio il tempo dedicato alla vita professionale e a quella personale. Ciò di cui si è meno consapevoli è il valore che si attribuisce al tempo dedicato al proprio lavoro.

Per comprendere meglio le dinamiche di gestione del tempo, è utile confrontarsi con una delle esperienze tratta dalle consulenze con specialisti della nutrizione alla ricerca di strumenti per ottimizzare l’efficacia nel loro lavoro:

A. è una collega che non è soddisfatta del modo in cui sta andando la sua attività. Nonostante le sue intenzioni di aumentare il numero di pazienti, ogniqualvolta riceve la richiesta per una nuova visita si sente a disagio. Ai nuovi pazienti sceglie di dedicare almeno un’ora. Per sicurezza però si tiene libera un’ora e mezza, dovesse emergere qualche difficoltà nel colloquio …. Oltre al lavoro con il paziente in studio, A. sa di dover contemplare dell’altro tempo da investire a fine visita, o una volta rientrata a casa, per studiare il caso, confrontarsi con chi ne ha maggiore esperienza se necessario, elaborare il piano alimentare. Investimento medio di tempo 1 ora e mezza. Quando il caso è più complicato l’investimento può salire fino a 3 ore. Indipendentemente da ciò, il costo della visita rimane invariato e pari al solo tempo dedicato in sede di colloquio. A. lavora ormai da più di 10 anni e sa per esperienza il carico di lavoro che le comporta ogni prima visita. Al punto che pur desiderando di incrementare il numero di pazienti, quando fissa una nuova visita si sente a disagio al solo pensiero del carico di lavoro “extra” che le comporta, e si trova spesso costretta a rinunciare a prendere nuovi pazienti. 

Quello che inizialmente rappresenta il tentativo di curare ogni dettaglio dell’elaborazione del piano nutrizionale, richiede un tale investimento di tempo “non programmato” che trasforma l’iniziale soddisfazione per una nuova visita in un accumulo di tensione.

Questo è il risultato di un approccio al proprio lavoro che contempla tra le ore lavorative solo una parte di esse, ad esempio solo le ore trascorse in studio, oppure le ore in studio e quelle di aggiornamento. Un’analisi più attenta della gestione della propria attività è utile per far emergere come si gestisce il proprio tempo e a quali attività è dedicato.

Accade infatti che nel costo di una prima visita della durata di un’ora o più, siano contemplati non solo il tempo che il professionista dedica al colloquio, ma anche quello per elaborare il piano alimentare (che in alcuni casi supera l’ora) e quello per la consegna del piano. Conti alla mano, il ricavo si riduce drasticamente.

Una modalità di gestione che se per qualcuno è una scelta consapevole e finalizzata a uno scopo (ad esempio farsi conoscere, fare esperienza nei primi anni di attività, …), per qualcun altro diventa un limite e rende più complicato mantenere l’attività come unica fonte di sostegno economico.

Per questo è importante farsi qualche domanda, utile a capire com’è l’attuale gestione e quali risultati sta portando:

  • Quanto sei soddisfatto del modo in cui gestisci il tempo dedicato alla tua attività?
  • Da 1 a 10, quanto sei in grado di prevedere il carico di lavoro previsto con le tue nuove visite?

Per ottimizzare la gestione del tempo serve innanzitutto avere maggiore chiarezza dei i temi delle scienze dell’alimentazione a cui si sceglie di dedicarsi, evidenziabili in modo chiaro e in forma scritta nel proprio business plan, insieme ai servizi che si desidera proporre. Solo così sarà possibile fare una previsione più accurata dei tempi da dedicare: all’aggiornamento, alle visite con i pazienti, allo gestione amministrativa, allo sviluppo dei propri piani di marketing e comunicazione, alla cura di attività complementari extra visite (formazione, collaborazioni con case di cura o altri enti). La consapevolezza del carico del lavoro e del tempo necessario per svolgerlo offre allo specialista una visione più ampia e un’occasione per rinnovare il valore per la professione riorganizzando l’attività in modo più allineato alla propria specificità di competenze, come vedremo nel prossimo articolo.