Il modello Primo P.A.S.S.O.® ~ Be-Well|Ben-Essere
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Nel percorso di educazione alimentare il professionista coinvolge il paziente in un processo di apprendimento per migliorare la gestione della sua alimentazione. L’efficacia di intervento è subordinata alla disponibilità dei dati necessari per facilitare l’adozione di scelte più sane a tavola. In corso di anamnesi, gli strumenti di indagine utilizzati promuovono l’esplorazione dei dati riferiti a storia e abitudini a tavola, enfatizzandone gli aspetti relativi ai comportamenti, favorendo la rieducazione attraverso un approccio deduttivo, logico e razionale. Indipendentemente dallo scopo della dietoterapia e dalla tipologia di paziente, il lavoro di educazione alimentare è impostato sulle medesime variabili. La vita alimentare si rivela però molto più complessa, contemplando anche aspetti mentali, corporei ed emotivi, che vanno oltre il cosa e il come la persona mangia.

 

LA NASCITA DEL MODELLO PRIMO P.A.S.S.O.®

L’abilità richiesta al professionista di nutrizione non si esaurisce con gli studi in dietetica e nutrizione clinica e contempla anche competenze utili a svelare quei dettagli che influenzano le abitudini alimentari del paziente, relativi sia al contesto, sia al modo soggettivo in cui egli vi reagisce, e che si rivelano co-responsabili dei frequenti fallimenti di tentativi di modifica del proprio comportamento alimentare. Il lavoro proposto in Primo P.A.S.S.O.® nasce da una visione più ampia del concetto di vita alimentare del paziente che suggerisce l’esigenza di integrare l’esplorazione degli aspetti che ne completano il suo vissuto soggettivo in relazione al cibo: mentali, corporei ed emotivi.

Il modello è stato sviluppato attraverso una costante integrazione durante i colloqui di educazione alimentare di principi e modalità di lavoro capaci di valorizzare il vissuto soggettivo, e condiviso con colleghi dietisti e nutrizionisti nell’ambito di progetti di formazione ecm, che ne hanno successivamente applicato i principi nella loro pratica clinica. Con l’elaborazione del modello è stato possibile dare maggiore ordine al lavoro, così da renderlo replicabile e accessibile a quanti più professionisti.

Il modello analizza il percorso di educazione alimentare da un punto di vista di processo, accompagnando il professionista in un percorso volto a valorizzare l’esperienza soggettiva della vita alimentare del cliente attraverso:

– la valorizzazione della relazione;

– l’esplorazione del suo vissuto soggettivo in tutti gli aspetti mentali e corporei relativi all’esperienza con il cibo;

– l’accrescimento della consapevolezza del cliente;

– un processo di empowerment e di responsabilizzazione del cliente.

 

Primo P.A.S.S.O.®, elaborato sull’esperienza empirica in educazione alimentare, presenta 5 fasi attraverso le quali condurre il colloquio, riconosciute dall’acronimo P.A.S.S.O.®, per agevolare il professionista nell’indagine dell’esperienza alimentare del paziente:

  1. Preparazione: fase dedicata alle attività attuate dal professionista per prepararsi al colloquio, al fine di assumere una condizione personale funzionale al suo impegno;
  2. Accoglienza: dedicata alle strategie per costruire una relazione efficace con il paziente, così da favorire un clima di comprensione e fiducia reciproca;
  3. Storia del paziente: comprensiva dell’anamnesi fisiologica, patologica e nutrizionale;
  4. Schemi mentali del paziente: dedicata all’esplorazione degli schemi mentali relativi alla sua “esperienza alimentare” (abitudini, convinzioni, emozioni) che favoriscono o inibiscono determinati comportamenti, atteggiamenti e scelte alimentari;
  5. Obiettivo: dove professionista e paziente collaborano nel definire insieme gli obiettivi del percorso e il piano di azioni.

 

Si tratta del primo modello che include strategie per valorizzare l’esperienza soggettiva del paziente, integrando tecniche di comunicazione efficace, di health coaching, di mindful eating, di consapevolezza propriocettiva, dando importanza anche al processo di educazione alimentare, oltre che ai contenuti, e all’atteggiamento che professionista e paziente hanno nei confronti del percorso. Il modello è caratterizzato uno stile di apprendimento che spinge il paziente al cambiamento attraverso una costante sperimentazione.

Il modello individua nella relazione con il paziente un punto chiave per rivelare quanti più dettagli possibili relativi alla vita alimentare e ai modi in cui guidarlo nel cambiamento di abitudini a tavola.

In sostanza, si tratta di pensare all’educazione alimentare attraverso un modello che integra corpo e mente, comportamenti ed emozioni.

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