Cosa influenza la compliance e i risultati del paziente? ~ Be-Well|Ben-Essere
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Cosa influenza la compliance e i risultati del paziente?

Cambiare abitudini alimentari si sa, è complesso. Tante delle persone che si “mettono a dieta”, ad un certo punto mollano. Altre ottengono i risultati. Di queste vi sono poi quelle che consolidano i risultati in una nuova abitudine, e altre che li lasciano andare tornando a vecchi schemi.

Cosa rende possibile raggiungere i risultati?

E cosa succede davvero nelle persone che li raggiunge e poi li lascia andare, o che addirittura non arriva proprio a destinazione?

Comprendere i meccanismi alla base del successo di un intervento nutrizionale è per lo specialista della nutrizione fondamentale.

Stabilire cosa del proprio approccio può fare la differenza, è ancora più strategico.

Perché non si tratta solo di individuare le migliori scelte alimentari più efficaci per garantire al paziente il raggiungimento del benessere desiderato e per le quali la competenza tecnica e l’abilità di fare un’anamnesi completa sono indispensabili. Disporre del migliore piano alimentare non è garanzia di risultato. Osservando le dinamiche del colloquio nutrizionale e del modus operandi degli specialisti della nutrizione emergono alcuni elementi che caratterizzano lo stile di lavoro del professionista e che condizionano la compliance del paziente.

Dal momento dell’accoglienza alla definizione degli obiettivi e del piano d’intervento e di azione, possiamo distinguere 3 fasi di lavoro:

  • La fase di accoglienza e di analisi dello stato problema, caratterizzata da un ascolto attivo e attento alle emozioni espresse dal paziente, ai sintomi rivelati, al linguaggio utilizzato per descrivere la situazioni, agli elementi del contesto e della sua esperienza che riporta essere collegati al suo bisogno di richiedere l’intervento dello specialista. Anamnesi alimentare e indagine della composizione corporea sono parte integrante di questa fase.Nella pratica professionale la tipologia di domande, l’attenzione verso il paziente e il tempo dedicato all’indagine sono fondamentali per comprendere al meglio cosa sta succedendo e cosa spinge il paziente a chiedere il nostro aiuto. Una fase delicata, che troppo spesso risente di pregiudizi e di false intuizioni che depistano la comprensione della situazione e che spingono il professionista a impostare un intervento che poggia su presupposizioni e interpretazioni che risentono più della propria esperienza professionale che di quella specifica del paziente;
  • La fase dedicata alla definizione degli obiettivi dell’intervento e, quando questo dovesse protrarsi per un periodo di tempo lungo, degli obiettivi step by step, utili per aiutare il paziente a focalizzarsi su un obiettivo realistico da raggiungere. Anche in questa fase la competenza tecnica integrata alla sensibilità di ascolto delle aspettative e dei bisogni del paziente sono ingredienti fondamentali per strutturare un obiettivo e un piano d’azione calibrati sull’esperienza del paziente. Nella pratica professionale emerge confusione nella definizione degli obiettivi e dei relativi piani d’azione, che si traduce in una maggiore difficoltà del paziente di attuare le prescrizioni richieste;

 

  • La fase dedicata all’esplorazione delle leve motivazionali del paziente, ossia del perché per lui sia così importante raggiungere quell’obiettivo. Il paziente è e rimane il protagonista del percorso e il raggiungimento di certi risultati dipendono dal suo impegno, dalla sua fiducia e dalla sua motivazione. Dunque conoscere le sue leve motivazionali aiuta il professionista a individuare i valori e le ragioni per cui valga davvero la pena per il paziente impegnarsi nel percorso. Troppo spesso per deformazione professionale si tende a dare per scontato quali siano le motivazioni del pazienti, tralasciando di indagarle o accontentandosi delle prime risposte che un paziente rivela nelle fasi iniziali del percorso. Indagare più a fondo quanto ci tenga davvero a ottenere certi risultati e soprattutto perché è, ancora una volta, strategico per sostenerlo nel percorso.